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Rifiuti dal Lazio: è polemica a Modena

Chi ci guadagna, e quanto? Le risposte che non ci danno

Lascia un commento | Tempo di lettura 231 secondi Modena - 03 Jan 2018 - 11:29

di Chiara Tassi

Cresce la protesta per la decisione della Regione Emilia-Romagna di accogliere i rifiuti del Lazio. L’inceneritore di Modena smaltirà 5mila tonnellate di rifiuti indifferenziati provenienti da Roma, stessa quantità sarà destinata anche agli impianti di Parma e di Granarolo, nel bolognese, per un totale di 15 mila tonnellate. Rifiuti che vengono “da fuori” mentre ai cittadini si chiede un impegno sempre maggiore in termini di raccolta differenziata. “Per la verità ne accogliamo pochissimi da fuori –ha detto il presidente dell’Emilia Romagna Stefano Bonaccini- e li prendiamo perché abbiamo capacità di gestione, perché quando si parla di inquinamento il contributo dei termovalorizzatori in Emilia Romagna è meno dell’1%, perché qui da noi il vero problema sono le auto ed il riscaldamento privato ed industriale. Però –conclude Bonaccini per tranquillizzare almeno un po’ gli animi- si tratta di un intervento non reiterabile, noi non ne prenderemo più, abbiamo già dato”.
La Regione Emilia Romagna, con i suoi 8 termovalorizzatori attivi e una raccolta differenziata ad oggi al 62% di media, non ha mai dovuto chiedere ad altri di smaltire i propri rifiuti. E ci mancherebbe, vien da pensare. “Qui facciamo una buona politica di riduzione dei rifiuti poi Hera, per guadagnarci, smaltisce a Modena i rifiuti di chiunque gli possa capitare –sottolinea Andrea Galli (FI) che ha presentato un ordine del giorno urgente da discutere in consiglio comunale a Modena- Impianti che producono inquinanti che restano sul nostro territorio e impattano sulla nostra salute usiamoli per la nostra città, per la nostra provincia, non per altri che poi non respireranno questa aria”.
E per quanto riguarda i rifiuti bruciati a Modena da fuori provincia i dati sono stati diffusi dal Comitato Modena Salute e Ambiente su numeri di Arpae: nel 2016, solo per fare un esempio, su 212mila tonnellate bruciate di rifiuti, 86mila 500, quindi circa il 40% sono arrivate da fuori provincia, emergenze o no.
“L’inceneritore lo possiamo fare andare al massimo, ma anche no: non è detto che lo si debba spingere per forza fino alle 240mila tonnellate che potrebbe trattare –commenta Sandra Poppi, del Comitato Modena Salute e Ambiente- anche perché già la nostra aria è abbastanza inquinata così, senza aggiungere poi che ai rifiuti bruciati va aggiunto il trasporto su gomma per portarli fin qui (un autocarro trasporta circa 30 tonnellate a viaggio, per cui necessitano circa 500 viaggi per tutte le 15.000 tonnellate in questione, per 1000 km a viaggio (500 andata + 500 ritorno) per 500 viaggi, quindi 500.000 km percorsi per un consumo di circa 100.000 litri di carburante)”. Come si vede dai dati riportati da Arpae (clicca qui per consultare i rapporti mensili), per Modena e provincia sono circa 130mila i rifiuti bruciati ogni anno nel nostro inceneritore, numeri che, se limitati ai nostri territori, non avrebbero nemmeno richiesto il raddoppio dell’impianto avvenuto qualche anno fa. “Anche perché bruciare è solo un’illusione, non è che la materia si distrugge, si trasforma solo – conclude Poppi- in 30% di scorie e polverino, in emissioni altamente inquinanti e in acqua inquinata”.
Insomma, va bene la solidarietà nei confronti della Capitale, ma quando di mezzo c’è la nostra salute sarebbe bene almeno spiegare agli emiliani romagnoli perché da un lato si chiedono loro sacrifici con la raccolta differenziata -che fa bene all’ambiente e alla nostra salute, ed in cui credo fermamente- quando però poi li si avvelena con i rifiuti prodotti da altri. E poi un'ultima considerazione: solidarietà si, ma vien difficile credere che sia a costo zero per la Regione Lazio, quindi chi ci guadagna, e quanto, e come verranno reinvestiti questi soldi? Se almeno ci spiegassero questo, se ci dicessero che ad esempio i soldi che arriveranno da questa manovra serviranno per reali misure strutturali a favore del territorio, allora forse il boccone sarebbe ugualmente malsano, ma meno amaro.

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